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Tafakkur. L’uomo, la natura, l’infinito

Museo civico di storia naturalela farfalla.jpg
7 maggio – 4 giugno 2017
in collaborazione con il Centro culturale islamico di Piacenza

Un percorso comune tra tradizione islamica e cristiana per conoscere in che modo viene considerata la natura e la biodiversità, con l’intento di promuovere l’incontro ed il rispetto reciproci.

Il termine “Tafakkur” in lingua araba significa “riflettere”, “pensare”, “contemplare”.

L’intento della mostra è quello di compiere una “riflessione” sul mondo che ci circonda visto sotto due chiavi di lettura differenti – della tradizione islamica e di quella biblico-cristiana - che considerano entrambe il “creato” come qualcosa che ci è stato affidato e che noi, a nostra volta, dobbiamo “custodire” e trasmettere alle generazioni future.

Mostra a cura di Carlo Francou e Yassine Baradai
Testi e materiale iconografico: Francesca Bocca, Giulia Mazzocchi, Linda Mazzoleni e Yassine Tougani.
Consulenza sulle tematiche legate a Bibbia e Corano: don Giuseppe Basini, imam Yaseen Thabit.
Fotografie: Marco Frontini, Milena Maitan, Pier Carlo Marcoccia, Giulia Mazzocchi, Umberto Muzzi, Gianni Tagliaferri, Luigi Ziotti

La sezione conclusiva della rassegna è dedicata alle arti visive, con opere di Eyas Al Shayeb, Mounir al Shaarani (calligrafi arabi giordano e siriano che vivono rispettivamente a Milano e a Damasco), Giorgio Milani (autore di opere che hanno come soggetto i caratteri di Gutenberg) e Sergi Barnils (pittore catalano che ha realizzato una serie di opere a tema spirituale).

Eyas Al Shayeb
La farfalla
Ogni essere vivente è in equilibrio su questo universo. Il macrocosmo si sorregge sul microcosmo e viceversa. Ogni causa è incatenata al suo effetto. Tutto è necessario alla sopravvivenza dell'altro; è una interdipendenza perfetta.
Allah regge e mantiene questo ordine sublime. E se il semplice impercettibile battito di ali, di un essere piccolo come una farfalla, può provocare un uragano dall'altra parte del mondo,  è  grazie alla immensa generosità del Signore dei mondi e padrone degli universi. Tutto è da lui sorretto. E noi invochiamo la sua generosità:
يا كريم ( Oh generoso)

Giorgio Milani
Sindone di Gutenberg bianca
“… all’aurora ti cerco,
di te ha sete l’anima mia,
a te anela la mia carne,
come terra deserta,
arida, senz’acqua”. Sal 62, 2

Sergi Barnils
“Dèu diguè que la terra produeixi vegetaciò”
“Dio disse: la terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da frutto, che fanno sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la propria specie”. Gen 1,11

 

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